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JUBA: una pace lontana

Sono da poco passate le 23:00.

Nel compound da più di un'ora è calato il silenzio. E' davvero sorprendente sentire un silenzio così assoluto - interrotto, come ora, solo dal colpo di tosse o dal lamento di un bambino - se si pensa che il compound ospita 1810 persone. Questo è il numero delle persone che sono entrate in cerca di un posto sicuro dove stare all'ennesimo riaccendersi del conflitto.

muro di cinta_luglio 2016

 

Mi chiedo se alla gente importi davvero qualcosa del motivo vero o presunto di questa nuova esplosione di violenza. Quello che forse davvero conta per loro è il fatto che ancora una volta devono scappare e cercare un posto dove mettere al sicuro la loro vita.

sfollati a usratuna3Le persone hanno cominciato a entrare nel nostro compound domenica mattina, dopo gli scontri che ci sono stati nell'area in cui abitiamo. All'inizio non erano molte, poi nel pomeriggio gli arrivi si sono fatti più numerosi perchè bisognava mettersi al sicuro per la notte. Sono persone che, per la maggior parte, vivono vicine al nostro compound.

 

Sono soprattutto donne e bambini.

Ieri sera un grosso temporale non li ha aiutati, visto che per la maggior parte sono sistemati sotto le verande delle nostre strutture... ma ci piace credere che sia stato provvidenziale per far fermare - almeno per la notte - i signori della guerra.

Stamattina, quando la situazione sembrava tranquilla e al gente cominciava a uscire dal compound per andare a controllare le case, per recuperare qualcosa lasciato a casa nella fretta della fuga o per andare a cercare qualcosa da mangiare, sono iniziati di nuovo pesanti scontri nella nostsfollati a usratunara area.

Le persone sono immediatamente rientrate nel compound, ne sono arrivate molte più di domenica. Questa volta non è bastato essere dentro il recinto del compound per essere al sicuro, bisognava andare giù, lungo la riva che porta al muro di confine con il Sabbah Hospital. Lì è più basso e protetto dalle costruzioni che ci sono intorno.

Finiti gli scontri, è stato possibile riprendere posto sotto le verande, preparare il cerchio con le pietre dentro il quale accendere il fuoco e cucinare, mettersi a sedere e chiacchierare, aspettare... con pazienza, come hanno fatto chissà quante altre volte!

E' sorprendente il silenzio, non solo quello della notte.

E' sorprendente la loro pazienza.

E' sorprendente anche scsfollati a usratuna4oprire che quella che sembrava una sparatoria "serious", come l'ha definita il nostro Samuel, sia stata in realtà una celebrazione per il "cessate il fuoco" dichiarato dal Governo qualche ora fa: quarantacinque minuti di spari ininterrotti... per festeggiare... e allora dobbiamo crederci in questo "cessate il fuoco".

E' sorprendente la loro capacità di crederci, non possono fare diversamente, è l'unica speranza che hanno.

Samuel - logista locale del nostro compound è regista di questa accoglienza 'straordinaria' - ci ha detto qualche ora fa, quando gli abbiamo chiesto se secondo lui le ostilitià davvero si fermeranno "se tutti ci credono, chi sono io per non crederci!"

Allora domani mattina - come stamattina - speriamo di essere svegliati solo dalle voci dei bambini...

Cristina Paro

 




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