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SCN-CINA: alle menti di più avventuriere

Quando mi domandano di raccontare l’esperienza di quasi un anno di Servizio Civile all’estero con OVCI in Cina, mi risulta immediato dire che è andato tutto benissimo e che è stata una scelta tanto azzardata quanto azzeccata, oltre ogni mia aspettativa. Ma andare oltre questa prima frase non risulta altrettanto facile. Perché oltre alle mie scarse capacità di espressione, ci si scontra con la visione che a casa si ha sulla Cina di oggi. Poiché in confronto ad altri Paesi in cui OVCI è presente, nelle “menti dei più avventurieri” - come indicato da un mio caro collega in precedenza – si pongono automaticamente delle domande. Nel valutare di partire per OVCI in Cina, un terapista, uno psicologo od un educatore deve pur sempre considerare un anno in un Paese lontano, esotico quasi per eccellenza. Allo stesso tempo, capita di non riuscire ad intuire fino a fondo perché si debba veramente andare. In fin dei conti, lo sviluppo economico cinese è sotto gli occhi di tutti, è tale da permettere la diffusione delle loro aziende in altri Paesi, inclusa l’Italia; dunque il dubbio sulla richiesta e l’effettivo bisogno di aiuto in una città modernissima e tecnologicamente avanzata come Pechino sorge spontaneo.

cina_visita nuovo centro in ristrutturazione

visita al nuovo Centro in ristrutturazione

Anche io, come gli altri ragazzi e ragazze partiti con OVCI, mi trovo all’estero dal 27 Novembre 2017, nel mio caso specifico in Cina. Diversamente da tutti gli altri, il mio ruolo non ha avuto a che fare direttamente con trattementi, terapie o lezioni – e fortunatamente direi, perché dato il mio percorso di studi, avrei fatto dei danni. Il mio lavoro è stato incentrato su tutto quello che sta alle spalle delle attività di OVCI in Cina, e come spesso capita quando ci si trova in ONG così determinate, professionali e piccole, bisogna essere pronti a fare tutto quello che si è capaci di fare. E questo vale per tutte le persone che lavorano e hanno lavorato con OVCI in Cina. Nel mio caso, mi sono alternato nella traduzione scritta dal cinese di importanti accordi di OVCI con le autorità locali a quella degli spam che arrivano alla sede centrale, giusto per fare qualche esempio. E poi lavoro amministrativo, gestione di progetti, preparazione dei corsi e delle attività, tutte cose che forse aumenteranno i dubbi su quanto avventurosa possa essere l’esperienza a Pechino.

 A questo vanno ad aggiungersi le voci che ho sentito innumerevoli volte prima di partire da tante persone diverse (per lo più in partenza per paesi “caldi”), ovvero che sarà difficile lavorare in Cina, dove il calore della gente non sarà mai comparabile a quello di altri posti. La comunicazione e i rapporti sono difficili da gestire, sia per la lingua che per la cultura, mi sono sentito dire moltissime volte. E come spesso mi è capitato durante questa esperienza in Cina, ti rendi conto che molto di quello che avevi sentito dire era vero, ma che allo stesso tempo il suo assoluto contrario è altrettanto vero. Perché a Pechino, così come in tutti i posti nelle più lontane province cinesi dove OVCI viene continuamente invitato per consigli, training, e ogni altro tipo di cooperazione, ti accorgi che le idee che avevi prima della partenza sono a volte reali. È difficile inserirsi in un contesto così complesso, dove mancano i riferimenti culturali, e spesso manca il contatto diretto con l’altra persona per via della lingua. I contrasti a volte sono evidenti. Ma è vero anche tutto il contrario: una volta superato il periodo di adattamento, una volta che, per esempio, i genitori iniziano a capire l’importanza di quello che il nostro Centro Valutazione e Guida propone ai loro figli, o che le autorità comprendono il valore del nostro approccio e della nostra professionalità, l’atteggiamento cambia radicalmente. E quindi i rapporti personali diventano estremamente calorosi, gli inviti a casa di collaboratori, famiglie, rappresentanti delle più diverse organizzazioni si moltiplicano a dismisura. E non è solo gentilezza formale, è sincero apprezzamento dello sforzo e del lavoro che si fa qui in Cina per diffondere la nostra professionalità e il nostro approccio alla riabilitazione e all’integrazione. Per non parlare poi dei rapporti con i ragazzi del team del centro, la cosa più distante che si possa immaginare dalla freddezza.

 Per capire come gli opposti possano convivere contemporaneamente bisogna spiegare l’azione di OVCI in Cina. Il nostro lavoro è incentrato su tre elementi principali nel settore riabilitativo: la guidance nella riabilitazione, la formazione, e lo scambio internazionale di conoscenze. Su questi tre settori OVCI opera a livello nazionale, e posso assicurare che le avventure in un Paese così vasto e variegato non mancano di certo. Per raggiungere i diversi centri che fanno richiesta dei nostri consigli e della nostra formazione, si ha la possibilità di vedere posti distanti migliaia di chilometri nel giro di qualche settimana, in cui la differenza (climatica, ambientale, culturale, alimentare, e a livello di sviluppo economico) è indescrivibile. Perché oltre alle distanze infinite, c’è anche una infinita varietà di situazioni. Nel posto più sperduto può accadere di trovare terapisti preparati e volenterosi di imparare. La loro calorosa accoglienza ti fa comprendere come cerchino in ogni modo di migliorare se stessi per offrire ai bambini sotto le loro cure le risposte più adeguate ai loro bisogni.

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attività in Orfanotrofio

  Tuttavia, non si tratta solo di fare formazione. Per chi ha la fortuna di avere le competenze professionali, toccare con la mano la realtà degli orfanotrofi, così come delle famiglie che vengono al nostro Centro, è una avventura che ti mette alla prova fino in fondo. Io ho avuto la possibilità di accompagnare per tradurre, e anche in questi settori i contrasti sono forti. Alcuni orfanotrofi hanno sviluppato, nel corso degli anni di collaborazione con OVCI e la Nostra Famiglia cinese, un clima invidiabile; in altri, c’è molto bisogno di aiuto sotto i più diversi aspetti. Ma anche in queste circostanze, superato l’impatto iniziale, ci si accorge che c’è tantissimo da fare e che il tuo lavoro viene sempre più richiesto ed apprezzato.

 Il mio ruolo dietro alle quinte mi ha dato modo di vedere con ancora più chiarezza l’importanza delle figure professionali che OVCI, tramite il SCN, può portare in Cina. Ma anche il contrario: ovvero come in un contesto come quello cinese, a volte ci si vede costretti a riflettere su aspetti dati per scontati in Italia, a rivederli, a farli propri di nuovo, a maneggiarli con tutta un’altra prospettiva e a riproporli con ulteriore forza. Il mio anno a Pechino è stata una continua prova di adattamento a condizioni opposte fra loro, una riscoperta delle proprie convinzioni, e un’apertura a scenari che non avrei avuto modo di immaginare prima della partenza. Perché l’avventura in questo anno a Pechino non è stata vissuta solo al di fuori, ma soprattutto nel continuo mettersi alla prova dentro di sé.

 Riccardo Tagetti – SCN a Pechino con OVCI

Per approfondire i progetti di Servizio Civile con OVCI

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