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CINA: viaggio al di là delle differenze

"Ricambia una goccia d'acqua con lo zampillo di una fontana", recita uno degli innumerevoli proverbi nati dall'esperienza sapiente del popolo cinese. Tuttavia, il mio incontro con la realtà di Pechino mi ha insegnato anche l'opposto, ovvero quanto spesso ci si ritrovi a restituire un millesimo di ciò che si è ricevuto.

2018_attivit educativa 2E le opportunità di ricevere non mancano, si trovano facilmente o si lasciano cercare nelle pieghe quotidiane degli incontri e delle svariate differenze che proprio per questo ci rendono tutti uomini e donne sotto lo stesso cielo. Forse talvolta invece, di ricevere manca il coraggio, perché ci sembrerebbe più semplice dare... Eppure basta accostarsi a questa realtà così ricca per scoprirci ricchi a nostra volta, ma solamente dell'opportunità di metterci in ascolto per non rischiare di dare del superfluo, o addirittura dell'inutile.

Dopo due brevi esperienze di volontariato presso il centro di riabilitazione di Pechino, sono tornata in Cina con l'occasione di studiare la lingua e rimettermi in gioco con quella che fino a qualche mese fa avrei definito 'una marcia in più'. In parte a ragione, perché mettersi in ascolto quando si può abbozzare una chiacchierata con un terapista, recepire i bisogni verbalizzati da un bambino o intuire le richieste bisbigliate di una mamma è sicuramente un vantaggio. Allo stesso tempo, questo vantaggio mi ha dato la possibilità di assaporare lo scarto tra comprendere (prendere con sé) e condividere (dividere con gli altri).

La condivisione va al di là della comprensione, pur necessaria, perché chiama a rapporto non solo la capacità di mettersi nei panni dell'altro, ma di accoglierne le istanze, anche quando non espresse, e farsene carico.

Mettersi in ascolto allora diventa un andare oltre le parole, a2018_attivit educativa 5 dispetto della fatica fatta per capirne il significato. È la vera chiave dell'educazione in sé, perché aiuta ad uscire dalla propria zona di comfort per parlare lo stesso linguaggio, servendosi anche solo di sguardi e silenzi, a volte lacrime, più spesso sorrisi. Spinge ad osservare più a fondo perché spronati a leggere tra le righe dei gesti e delle espressioni.

Studiare la lingua cinese allora è inutile? Tutt'altro! Aiuta a riformulare il pensiero secondo canoni che non ci appartengono, non perché più ricchi né più poveri, ma semplicemente 'altri'.

2018_attivit educativa 4Torno in Italia con la consapevolezza, ancora accennata, che porterò con me questa nuova esperienza cinese e che non correrò il rischio di abituarmici solo se accetterò ogni volta di ricevere uno zampillo vivo da una fonte sempre nuova, e di non rinunciare ad offrire una semplice ma pur unica goccia d'acqua. Proprio come ogni persona che mi circonda in questo istante, mentre ondeggio sulla metro che mi riporta a casa a fine giornata: un carico strabordante di storie e di desideri, ciascuno unico a suo modo.

 

Silvia 彭善芳, educatrice professionale

 

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