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Notizie e... Saluti dal mondo!

SUD SUDAN: ci scrive Silvana...

Ciao cari amici,
è arrivato finalmente il weekend e mi prendo un po’ di tempo per mandarvi qualche notizia. Io sto bene di salute e di morale, le mie giornate sono piene di attività varie e di incontri con le persone più disparate. Quelle che mi coinvolgono di più sono, ovviamente, le mamme e i bambini. Di solito i bambini sono ad esclusiva cura delle mamme che, pur nella loro tranquillità (o fatalismo?) si devono preoccupare non solo di sfamarli, ma anche di trovare una soluzione se c’è qualcosa che non va. Spesso i bambini s2018_mothers meeting 18ono tenuti in braccio o portati sulla schiena per parecchio tempo, senza mai parlare con loro (se non risponde, perché parlargli?), non chiedendo loro nessuna piccola “prestazione” (saluta, batti le mani) e allattandoli ad ogni accenno di disagio. Ad un certo punto, non ho ancora capito bene se in base all’età o ad altri impegni della mamma (ad esempio un altro figlio), al bambino viene chiesto di essere autonomo in breve tempo: non viene più preso in braccio, deve imparare a mangiare da solo ecc. E’ allora che i bambini più pigri e furbetti, ma del tutto normali, fanno una specie di resistenza passiva che innesca un meccanismo, orchestrato dal bambino, che rifiuta di fare da solo e costringe la mamma ad accudirlo come un neonato. E’ bellissimo vedere le facce delle mamme quando si dice loro che il piccolo non ha nessun problema ed è solo “viziato” (termine difficilissimo da far comprendere). Allora cominciano a raccontare episodi vari in cui hanno visto questo meccanismo e altri familiari sono intervenuti per coccolarlo e si illuminano alla nostra conferma. Alla fine se ne vanno soddisfatte di aver capito quanto succede e di aver avuto i nostri consigli.
Molte altre mamme, invece, trovano la conferma della gravità del problema del loro 2018_riabilitazione 22-1bambino e allora dedichiamo loro il tempo necessario perché non si spenga la speranza di migliorare e di far star bene il loro piccolo, per quanto possibile. Io e le altre terapiste italiane abbiamo sempre bisogno di qualcuno che ci traduca in arabo e devo dire che sono colpita dalla gentilezza con cui i colleghi sud sudanesi sostengono le mamme. Forse nella loro cultura sarebbero più sbrigativi, ma traducono con disponibilità e partecipazione e poi probabilmente aggiungono del loro. Qualcuno alla fine ringrazia… e questo quasi commuove.
Beh, è meglio che passiamo al tempo: da alcuni giorni il cielo ci regala qualche acquazzone e spesso c’è un po’ di vento. La temperatura è scesa di qualche grado… ma l’umidità è salita vertiginosamente! Non si sa che cosa preferire, per la sopravvivenza immediata, 40° e sudore da caldo o 35° e tutto che appiccica per l’umidità? Certamente però gli acquazzoni fanno bene: alle piante che in qualche giorno mettono le nuove foglie, alle strutture che vengono pulite all’esterno dalla polvere, alle persone in cui rinasce la speranza che inizi una buona stagione delle piogge e che arrivi finalmente il tempo per seminare.

centro usratuna-pioggia-2012 6Qui si tocca con mano la dipendenza dalle condizioni meteorologiche per le quali non si può far nulla ma solo “sperare”. Sperare che la stagione delle piogge inizi e continui, che il vento non faccia danni, che non piova eccessivamente tanto da allagare le coltivazioni, che ciò che si pianta cresca e dia frutto… E’ una dimensione che nei Paesi ricchi si sta perdendo, pensando di poter agire su tutto piegandolo a nostro piacimento, salvo poi accorgersi che si sta distruggendo l’ambiente.


Ora vi lascio, con un caro saluto e un pensiero affettuoso per ciascuno di voi

Silvana Betto

 

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