impegno EDUCATIVO
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Marocco

OVCI è in Marocco dal 2000, in risposta ad una richiesta di collaborazione dell'ONG italiana Ai.Bi (Amici dei Bambini), per una consulenza sui temi della disabilità presso l'orfanotrofio Lalla Meriem. Presa coscienza della situazione in cui si trovano i bambini con disabilità, OVCI si è posto l'obiettivo di rompere la condizione di isolamento alla quale questi bambini sono molto spesso obbligati (per paura, ignoranza o per mancanza di servizi). Nel 2006 - grazie a un confronto tra genitori marocchini e due associazioni italiane legate ad OVCI (FONOS e Associazione Genitori della Nostra Famiglia) - nasce l'Associazione Genitori e Amici di Bambini con Disabilità "Casa Lahnina" (casa della tenerezza). Con Casa Lahnina OVCI ha dato vita al primo Centro Socio-Educativo per ragazzi con disabilità medio-grave, una Classe Speciale pilota (CLIS) per bambini con disabilità medio-lieve e un Servizio di Orientamento per famiglie con persone disabili.

 

Attualmente OVCI è impegnato su due fronti:

 

Impegno EDUCAZIONE INCLUSIVA 

Un grande problema in Marocco è il bassissimo livello di scolarizzazione dei bambini con disabilità (32,40% a livello nazionale). I ragazzi con disabilità oltre i 15 anni di età raggiungono un tasso di scolarizzazione del 28%, con una notevole discriminazione di genere, infatti le giovani donne scolarizzate sono solo il 18%. Attualmente OVCI è impegnato su tre fronti: attività di orientamento per famiglie con persone disabili, formazione e aggiornamento insegnanti di Classe Speciale, attività di sensibilizzazione sui temi della disabilità.

PER APPROFONDIRE 

 

Impegno RIABILITAZIONE SU BASE COMUNITARIA

Secondo i dati dell'Enquete sur le Handicap del 2004, c'è una grossa difficoltà ad individuare punti di riferimento e orientamento esterni, che accompagnino le famiglie nel percorso di accettazione della disabilità. I servizi rivolti ai bambini con disabilità sul territorio marocchino sono estremamente carenti, e poco conosciuti dalla popolazione. Ad aggravare ulteriormente questa situazione, come evidenziato dai Ministri competenti, vi è una mancanza di razionalizzazione e di integrazione dei servizi sul territorio, che tendono a lavorare in isolamento, senza un piano comune di presa in carico che valorizzi la persona nella sua globalità (bisogni sanitari, educativi e sociali). Tutti questi motivi amplificano il rischio di abbandono di bambini, soprattutto se con disabilità.

PER APPROFONDIRE

 

 

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